Bluffare è un’arte prettamente umana di grande fascino e strategia. Il bluff è una tattica che risulta essere utile in diversi giochi, dal Cluedo al Poker, alla briscola online. Si tratta di una disciplina che può essere messa in atto da qualcuno dotato di un’approfondita conoscenza del comportamento umano e delle reazioni emotive del comunicare, anche non solo verbalmente. Chi sa destreggiarsi in questa disciplina, ha dalla sua un grande vantaggio.

Di recente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha permesso a una macchina di imparare a bluffare a partire da un’analisi del proprio avversario umano. Al di là del fatto incredibile di un robot che apprende in autonomia e mette in atto quello che ha imparato, questo fa comprendere una cosa importante: il bluff è anche una scienza semi-oggettiva. Ha quindi delle regole che si possono applicare e che non si esauriscono alla capacità di mentire, ma che comprendono una serie di elementi di contorno, in particolare del linguaggio del corpo.

La scienza del bluff

Bluffare al gioco è una scienza pressoché oggettiva che costituisce la messa in atto di una tecnica molto dettagliata e precisa. Per destreggiarsi nel bluff non è sufficiente essere in grado di mentire, ma bisogna tradurre la propria menzogna anche in un adeguato movimento del corpo.

Si capisce che c’è tensione, ansia e quindi che probabilmente si sta mettendo in atto una menzogna se per esempio:

  • si sbilancia la parte superiore del corpo in avanti oppure indietro;
  • se si sorride, soprattutto se si fa una smorfia differente dal solito;
  • se si gesticola molto con le mani;
  • quando ci si mordono le labbra o si accavallano le gambe;
  • se si cambia il tono della voce, in particolare alzandolo;
  • quando si fanno pause lunghe.

Questi elementi, ovviamente, non sono espressione della coscienza, ma si manifestano involontariamente mentre si bluffa e non si ha il pieno controllo del proprio corpo. É un vero peccato, soprattutto se si è bravi giocatori.

Bluffare è importante

Saper bluffare un po’ nella vita è utile e non solo per il gioco, ma anche per altre occasioni. Basta pensare a un primo appuntamento con una persona che ci interessa, a un colloquio di lavoro, nell’interazione con un collega che sta poco simpatico ma con cui si deve collaborare. Il bluff però non è facile, anche perché un conto è fingere per fingere e un conto è convincere con la finzione a far fare mosse agli altri di conseguenza.

Un bluff, quindi, per riuscire deve essere credibile e, affinché lo sia, va pianificato e non improvvisato: bisogna convincersi per una frazione di tempo di avere in mano davvero le carte giuste e comportarsi di conseguenza. In primis bisogna però valutare chi si ha davanti. Se si sa che c’è un giocatore che non molla mai la mano, è inutile rischiare. Allo stesso modo se si ha di fronte un dilettante, poiché essi si muovono spesso in modo improvvisato e non sempre sensato. Allo stesso modo bisogna tenere in considerazione la situazione: un “colpo grosso” in una situazione di gioco ormai disastrosa, infatti, sa sempre di bluff.